Il canto

Estratto da “Pensieri quotidiani” anno 2014   di Omraam Michaël Aïvanov –  Ed. Prosveta

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Ciascuno dovrebbe impegnarsi a cantare, anche chi è stonato, poichè si tratta di un mezzo per fare un lavoro su se stessi.

Quando cantiamo, fisiologicamente, a partire dalla gola fino al diaframma, qualcosa di potente si mette in moto: la voce scaturisce e a poco a poco ci sentiamo liberare dalle tensioni e dalle pesantezze interiori.

Cosa si sa degli angeli? Vengono rappresentati come creature alate che cantano. Come gli uccelli: l’angelo e l’uccello sono associati all’idea della leggerezza, del volo, ma anche del canto. Non è forse per noi un invito a cantare per liberarci di tutti quel che ci appesantisce? quante turbe mentali gli esseri umani potrebbero guarire tramite il canto! […]

Il canto è un’espressione della vita; la vita stessa altro non è che un canto. E cosa c’è di più necessario e vivificante che riuscire a sbarazzarsi dell’atmostera pesante che ci circonda, per lanciarsi in quelle regioni dove tutto è armonioso, luminoso, leggero?

I bambini imparano ciò che vivono

Senza nome

Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive nel timore, impara a essere apprensivo.
Se un bambino vive nella pietà, impara a commiserarsi.
Se un bambino vive nello scherno, impara a essere timido.

Se un bambino vive nella gelosia, impara cos’è l’invidia.
Se un bambino vive nella vergogna, impara a sentirsi in colpa.
Se un bambino vive nell’incoraggiamento, impara a essere sicuro di sé.
Se un bambino vive nella tolleranza, impara a essere paziente.
Se un bambino vive nella lode, impara ad apprezzare.
Se un bambino vive nell’accettazione, impara ad amare.
Se un bambino vive nell’approvazione, impara a piacersi.
Se un bambino vive nel riconoscimento, impara che è bene avere un obiettivo.
Se un bambino vive nella condivisione, impara la generosità.
Se un bambino vive nell’onestà e la lealtà, impara cosa sono la verità e la giustizia.
Se un bambino vive nella sicurezza, impara ad avere fiducia in se stesso e in coloro che lo circondano.
Se un bambino vive nella benevolenza, impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.
Se vivi con serenità, il tuo bambino vivrà con la pace dello spirito.
Con che cosa sta vivendo il tuo bambino?

di Dorothy Law Nolte

Inizia il viaggio…

Estratto da: ” Il buon libro” di Anthony C. Grayling – Ed. Ponte alle Grazie

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Nel giardino c’è un albero. In primavera fiorisce, in autunno dà frutti. Il suo frutto è la conoscenza, insegna al buon giardiniere come comprendere il mondo. Da esso egli apprende che l’albero si sviluppa dal seme all’arboscello, dall’arboscello alla maturità, finalmente pronto a offrire altra vita; e dalla maturità fino alla vecchiaia e al silenzio, da cui ritorna agli elementi delle cose. A loro volta gli elementi alimentano nuove nascite; è questo il sistema della natura, nonchè il parallelo con il procedere dell’umanità. È stato con la caduta  di un frutto da quest’albero che è venuta l’ispirazione per l’indagine sulla natura delle cose, quando Newton, seduto nel suo giardino, vide ciò che nessun altro aveva mai visto prima: che una mela attrae la terra a sè, come la terra attrae la mela, mediante una reciproca forza della natura che tiene tutte le cose, dai pianeti alle stelle, in un abbraccio unitario. Così tutte le cose sono raccolte in una: l’universo naturale, nel quale stanno tanti mondi: le sfere di luce in un’immensità di spazio e tempo, e tra esse i satelliti, su uno dei quali sta una parte della natura che rispecchia in sé la natura, e può ponderare la propria bellezza e il proprio significato e cercare di comprenderla: il genere umano. Tutte le altre cose, nei loro cicli e nei loro ritmi, esistono in sé e a sé; ma nell’umanità c’è anche l’esperienza, ossia ciò che fa il bene e il suo contrario, e in entrambi l’umanità cerca di cogliere il senso delle cose

– Anthony C. Grayling, Il buon libro – Ed. Ponte alle Grazie