Solitudine

di Ermanna

 

In un momento particolarmente intenso e complesso della mia vita, ho trovato il mio significato della parola SOLITUDINE.

 

 

Oggi, per me la SOLITUDINE è:

⛲️una fonte di straordinaria libertà e indipendenza. Mi ha permesso di prendere le decisioni importanti con maggior attenzione e senza interferenze, e quindi capire cosa volevo davvero.OK

🔥 La condizione che dona impulso e forza alla creatività. È in quei momenti che si sono aperte le porte dell’intuizione per la nascita di nuove idee e progetti.

🔎 Una lente. Mi ha donato un nuovo modo di vedere e assaporare le piccole cose e mi ha aperto il cuore alla gratitudine.

🤔 Lo stimolo a un maggior ascolto di me stessa, per conoscere le mie doti e fragilità e accettarmi.

👩🏻‍🤝‍👩🏼 La spinta per cogliere la bellezza dello stare insieme, dando nuova qualità alle mie relazioni.

La solitudine mi ha aiutato a guardarmi con più amore e rispetto, a dare valore a chi sono e muovermi nel mondo con più sicurezza.

“Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica.”
Khalil Gibran

Progetto

Fin da piccoli la vita è stata un susseguirsi di progetti: quello di crescere, di entrare in relazione con mamma, papà e parenti, con la scuola, le amicizie, il lavoro, fino al formarsi di una famiglia propria. Quale migliore progetto avremmo potuto realizzare, se non la nostra vita stessa?

Ogni piccolo passo compiuto è derivato da un progetto “non consapevole”. Siamo andati avanti d’istinto. Questi progetti ci hanno messo sulla via.

I progetti scelti con attenzione sono quelli che ci indicano la strada da percorrere.

Dietro ai progetti consapevoli, sono presenti due movimenti, uno che precede e l’altro che segue. Io li chiamo “il progetto del cuore” e “il progetto della mente razionale”.

I progetti della mente razionale sono successivi. È la strategia  per realizzare e concretizzare il progetto iniziale. La scansione temporale, gli strumenti necessari, le relazioni da attivare, ecc.

I progetti del cuore sono quelli che ci hanno fatto crescere e vincere le sfide della nostra vita. Quelli che ci hanno dato, e danno, l’opportunità di esprimere noi stessi in totale autenticità. Sono i progetti che ci inducono a esplorare territori sconosciuti, che ci fanno fare nuove esperienze. È il cambiamento di uno status quo. L’obiettivo finale è solo un punto per orientarsi nel percorso, l’esperienza fatta strada facendo è il fine.

Il cuore ci invia segnali: essi sono una rete per acchiappare i sogni, per vedere le stelle. Sono quelli che ci difendono dal caos e dai capricci. Sono i desideri nascenti del nostro essere.

Josephine Baker disse: “ È dunque questo che chiamano vocazione: la cosa che fai con gioia, come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo?

Ebbene, un progetto autentico è simile alla vocazione; dà entusiasmo, riempie di questa bellissima sensazione il corpo e l’anima. Il progetto del cuore è l’occasione di esprimere quella parte di noi che desidera vivere.

Quante volte abbiamo sentito quella voce interiore dirci: “Perché no? Perché non farlo?” Una voce che ci spinge a osare, a seguire una inclinazione che sentiamo vera per noi. Ascoltiamola e diamole voce.   Se non ora, quando?

La bellezza di un momento

di Ermanna

“La bellezza è semplicemente la realtà vista con gli occhi dell’amore”.
Rabindranath Tagore

Ci sono momenti che ci trasmettono una gioia profonda. Non data da qualche bella notizia, un regalo apprezzato o altro. Possono essere legati alle relazioni che abbiamo: con la famiglia, gli amici, i colleghi, con i clienti e a volte con persone appena conosciute e che, forse, non rivedremo più. È lo stare bene insieme, ma anche incantarsi davanti a un cielo limpido e sereno, alla perfezione di un fiore, a un cane che sguazza gioioso nel mare, al volto di un neonato sorridente. È vivere un momento di solitudine, in contatto con la parte più profonda di noi, dove ci rendiamo conto che ci sentiamo “bene”.

Quando viviamo quel momento, è come se il tempo non esistesse. Siamo lì, in quell’attimo in cui c’è tutto, in cui non sentiamo necessità di nulla. Siamo completi e perfetti. È come se vivessimo in una dimensione fuori da qualsiasi riferimento razionale.

L’invito è: impariamo a cogliere quei momenti di altissimo significato che si presentano ogni giorno, a cui prestiamo poca attenzione perché presi dalla vita frenetica, e ai quali, una volta trascorsi, non ci soffermiamo a dare valore.

Dare valore a quei momenti colmi di pienezza è dare valore alla nostra vita.

“Ci sono sempre fiori per coloro che vogliono vederli”. Henry Matisse.

Ricercatori o esploratori?

di Ermanna

Si potrebbe suddividere l’umanità in due macro-aree:  i ricercatori e gli esploratori. Qual è la distinzione tra i due termini?

I ricercatori  sono coloro i quali investigano per trovare qualcosa che confermi le loro ipotesi e teorie, le loro aspettative e desideri, i loro punti di vista e opinioni. Perseverano fino a quando non trovano quello che “cercano”, incessantemente,  senza tregua, scartando ciò che ritengono non sia importante o in linea con l’oggetto della ricerca. E spesso non arrivano al dunque, se non dopo molto, molto tempo, o adattano il risultato per farlo aderire il più possibile al loro obiettivo.

Gli esploratori sono coloro che partono alla ventura. Si muovono nel campo senza cercare nulla di specifico, osservano quello che hanno intorno, lo vivono, lo assaporano. Qualsiasi cosa si presenti non ne erano in attesa, non l’hanno cercata. In questo modo la accolgono per ciò che è, con semplicità.
E proprio quando non c’è alcuna aspettativa e non si cerca nulla in particolare, qualcosa accade. Una sorpresa che desta meraviglia riempiendo il cuore, che desta stupore riempiendo la mente. E sempre, sempre, si trova  in essa uno spunto, uno stimolo, un’occasione, una nuova amicizia, una nuova visione, un nuovo mondo. Basta solo rimanere aperti e guardare.

Il ricercatore nasce dalla mente razionale, rigorosa, logica. È ancorato al passato con cui si nutre tramite i ricordi e le esperienze pregresse, attraverso il confronto costante. Il ricercatore pone il passato davanti, al posto del futuro, e su di esso basa la sua ricerca.

L’esploratore è la manifestazione della mente creativa, duttile, analogica. È ricettivo, libero di muoversi senza vincoli o schemi. Per lui tutto è nuovo. L’esploratore non ha pietre di paragone, ha lo sguardo non diretto al passato o al futuro, ma attento al presente, al qui e ora. Per questo non ha alcuna aspettativa e non rimane deluso o frustrato.

E noi dove ci collochiamo? Più nella ricerca o più nell’esplorazione?

Ognuno può scegliere come usare la mente. Entrambi gli aspetti sono necessari per la sopravvivenza e la vita quotidiana, tuttavia è opportuno farne un uso consapevole.

La mente razionale è utile e necessaria per organizzare, predisporre, agire per e nella materia, come gli impegni, i doveri e le responsabilità. È preziosa nella nostra relazione con il mondo del Fare e dell’Avere.

La mente creativa, e creatrice, è fondamentale sempre. È l’unica via che abbiamo per rimanere flessibili, disponibili ad accogliere non solo gli eventi e gli altri, ma anche noi stessi. Questa capacità ci permette di esplorare il nuovo, sia dentro sia fuori di noi, senza pregiudizi, preconcetti e aspettative. È, quindi, l’espressione del mondo dell’Essere.

La cosa migliore, come sempre, è trovare la giusta sinergia tra queste facoltà, senza che l’una prenda il sopravvento sull’altra nel momento meno opportuno. Ma, soprattutto, è importante che la nostra parte esploratrice sia sempre attiva, aperta e curiosa, così da attuare il “Carpe diem” dei latini e di vivere l’attimo in pienezza.

Il Tempo

Estratto da “Il Profeta” di Kahlil Gibran

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… E un astronomo disse:
“Maestro, che sai dirci del Tempo?”

Ed egli rispose:
“Voi vorreste misurare il Tempo, che è smisurato e immisurabile.
Vorreste conformare la vostra condotta,
e perfino guidare il corso dello spirito, secondo le ore e le stagioni.
Vorreste fare del Tempo una corrente sulle cui rive sedervi a guardarla fluire.
Eppure ciò che in voi è senza Tempo, sa che la vita è senza Tempo.
E sa che ieri e domani non sono che il ricordo ed il sogno dell’oggi.
E che quello che in voi medita e canta vive tuttora nei confini di quel primo momento
che seminò le stelle nello spazio.
Chi di voi non avverte che il suo potere d’amare è senza limiti?
Eppure chi non sente che questo stesso amore, sebbene illimitato,
è racchiuso nel centro del suo essere, e che non muove da pensiero d’amore verso pensiero d’amore,
né da fatti d’amore verso altri fatti d’amore?
E non è il Tempo, come è anche l’amore, indiviso ed immoto?
Ma se dovete nella vostra mente scandire il tempo in stagioni,
lasciate che ogni stagione cinga tutte le altre,
E che l’oggi abbracci il passato col ricordo, e il futuro col desiderio.