Riflessioni sui Tarocchi

Incontro interattivo

Sabato 4 marzo 2023 ore 16,00 – 17,30 ca.

“ Esse sono immagini psicologiche, simboli con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. ”
Jung

 

Il Tarot, nome reale dei Tarocchi di Marsiglia, non è nato come strumento di divinazione, ma come possibiilità di riconoscimento dei nostri meccanismi interiori, attraverso immagini che rappresentano archetipi.

Jung stesso, medico e psichiatra allievo di Freud, si era dedicato allo studio dei Tarocchi, riconoscendo in loro una valenza formativa. Grazie all’osservazione e per mezzo della sincronicità, si attivano gli archetipi interiori come primo passo per una maggiore conoscenza di sé.

La comprensione del Libro Muto del Tarot si basa, in primis, sullo studio dei 22 Arcani Maggiori.

Essi sono costituiti da un insieme di figure, simboli, colori, cartigli e numeri. Ogni Arcano racchiude profondi significati. Guardando queste rappresentazioni archetipali si attivano risonanze e intuizioni. Sono le tappe di un percorso per la conoscenza di sé che si articola lungo immagini in sequenza.

Durante l’incontro interattivo si considereranno alcuni Arcani e, attraverso l’analisi di simboli al loro interno, si potrà accedere a una iniziale comprensione del vero scopo del Tarot.

Adesione entro Mercoledì 1 marzo

 

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Doni dalla Terra

I greci consideravano la Terra un’entità viva, non solo perché era popolata da varie forme di vita, ma anche perché percepivano il pianeta stesso come qualcosa attivo, sempre in trasformazione che non poteva non avere una propria identità.

I minerali fanno parte dell’eredità che ci mette a disposizione la Terra ogni giorno e portano in loro la forza del nostro pianeta.

Le infinite sfaccettature con cui questo dono si esplica sono studiate in modo sempre più approfondito e comprenderle ci avvicina un poco a un mondo affascinante e poliedrico, non ancora del tutto esplorato.

 

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“Mi apro alla chiusura”

Considerazioni sul “Chiudere”

 

Il termine chiusura ha generalmente una connotazione negativa; è sinonimo di “finire qualcosa” con dolore, rancore o rimpianti oppure con sollievo perché si lascia ciò che non ci rende più felici. Associamo la chiusura a un “fine rapporto” di lavoro o relazionale. In realtà questa parola ha in sé infinite possibilità proprio per la sua valenza intrinseca di punto fermo.

Una chiusura consueta è quella dell’ultimo dell’anno. Aspettiamo la notte di San Silvestro con speranza per l’anno che verrà, pronti a dimenticare  le difficoltà e le delusioni vissute nell’anno trascorso.

Il titolo offre due letture: aprirsi a una nuova visione di ciò che è il chiudere sottolineando nel contempo la necessità di identificare ciò che è finito per lasciare spazio al nuovo.

In questo incontro approfondiremo il concetto di chiusura e come portare a termine in grazia e armonia ciò che non ha più rilevanza per noi, in modo da camminare nella vita con serenità e una nuova consapevolezza.

“ Solo chi ha la forza di scrivere la parola fine, può scrivere la parola inizio”
Lao Tsu

 

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