Dare un intento all’anno – Apertura 2026

APERTURA – LA PRATICA

Domenica 11 gennaio 2026
ore 14:30-18:00 ca.

Può iniziare solo quello che poi esisterà. È importante che ciò che inizierà contenga in sé i semi della sua fioritura.

La pratica dell’Apertura dell’Anno rappresenta un’occasione per offrire una direzione, un’intenzione consapevole, al tempo che verrà. Ognuno di noi è unico nella propria essenza e, allo stesso tempo, parte integrante di una comunità più ampia, inserita nel grande cerchio della vita. Proprio per questo, la nostra unicità ha valore e significato per l’insieme. Diventa quindi importante riconoscere l’importanza del contributo che ciascuno porta al Tutto. Questo contributo può manifestarsi in molte forme diverse, ma al di là di ciò che facciamo, è fondamentale il modo in cui lo facciamo.

La Pratica di Apertura è uno strumento di preparazione interiore, un sostegno che ci accompagna ad attraversare i mesi a venire con maggiore consapevolezza.

In questo contesto non cercheremo di predire il futuro — cosa accadrà o chi incontreremo — perché il futuro non è già definito: prende forma nel momento presente attraverso le nostre azioni e le interazioni con gli altri.

Ciò che invece possiamo fare è chiedere una visione che ci aiuti a intuire quali risorse e strumenti potranno esserci utili lungo il cammino. Un po’ come quando si organizza un viaggio: si sceglie la destinazione, si pianificano gli spostamenti e si prepara la valigia con ciò che serve.

Allo stesso modo, pur non potendo conoscere in anticipo gli eventi futuri, possiamo prepararci interiormente per accoglierli e viverli nel modo più pieno e consapevole possibile.

Adesioni entro il 7 gennaio 

Per informazioni e iscrizioni clicca qui

 

Auguri 2025

“Si chiama calma e mi è costata tante tempeste per ottenerla”

Dalai Lama

 

In questo periodo di festività, il mio augurio a voi è di ritrovare la pace e la serenità conquistata dopo ogni tempesta, affinché illuminino ogni giorno donando calma e forza per vivere al meglio qualsiasi evento futuro.

Buone Feste  

 

Chiudere per Aprire – La pratica

 

INCONTRO ESPERIENZIALE

Sabato 27 dicembre
ore 14:30 – 18:00 ca.
Merate (LC) Via Statale 5/s

 

Il 31 dicembre è la soglia tra il vecchio e il nuovo anno.

Così come sentiamo importante accogliere il nuovo anno, altrettanto importante è riconoscere la fine di un anno, di una situazione, emozione o altro, e chiuderli adeguatamente.

Se non c’è una chiusura, non c’è possibilità di apertura

Liberarsi dai tentacoli energetici del passato è fondamentale per guardare avanti. Ma per farlo occorre prima rimetterre a posto le cose dentro di noi. Solo così potremo davvero ritenerle risolte.

Chiudere a livello energetico eventi e situazioni ormai terminate, significa liberarsi del vecchio per far spazio al nuovo.

Questo incontro si rivolge a chi desidera operare in modo efficace “Chiusure” di eventi conclusi che ancora sente pesare emotivamente, per entrare in modo equilibrato in ciò che arriverà.

“Solo chi ha la forza di scrivere la parola fine,
può scrivere la parola inizio”     
Lao Tsu 

Adesioni entro lunedì 22 dicembre 

Per Informazioni e Iscrizioni Contatti 

La saggezza dell’autunno

di Ermanna

Incontro esperienziale 

Allinearsi alle stagioni per tornare al Sé  La saggezza dell’autunno

 

Domenica 23 novembre ore 14:30 – 18:30

 

Ogni stagione porta con sé un’energia diversa, e imparare ad allinearci a essa significa prenderci cura del nostro equilibrio interiore.

L’autunno è la stagione del cambiamento, del raccoglimento, del ritorno all’essenziale. 
La natura ci mostra, con i suoi colori e i suoi ritmi più lenti, che ogni trasformazione inizia dal lasciar andare ciò che non serve più.

Anche noi, come parte della natura, viviamo questo movimento interiore: un bisogno di alleggerirci, di fare spazio, di nutrire la nostra energia in modo più profondo e consapevole.
In questo incontro esploreremo come riportare equilibrio nel corpo e nella mente, osservando ciò che accade dentro e intorno a noi in questa stagione.

In questo seminario dedicato all’autunno, impareremo a riconoscere i segnali che il corpo e la natura ci inviano, per ritrovare vitalità e presenza.
Sarà un momento per fermarsi, respirare e raccogliere nuove risorse interiori, attraverso strumenti semplici da integrare nella vita quotidiana.
Un invito a riscoprire il nostro ritmo naturale, fatto di ascolto, lentezza e consapevolezza.

Iscrizioni entro il 20 novembre

Per informazioni e iscrizioni :  clicca qui

 

Il linguaggio che fa bene alle relazioni

di Ermanna 

Le parole sono la materia viva delle nostre relazioni, non solo quelle di coppia, ma anche quelle sociali, professionali, familiari. Anche nella relazione profonda con noi stessi:  cosa ci diciamo, come ci sosteniamo o ci critichiamo.

Con esse costruiamo ponti, definiamo confini, apriamo o chiudiamo spazi di intimità. Eppure spesso le usiamo in modo automatico, senza renderci conto di quanto possano incidere sulla qualità del nostro rapporto con gli altri — e con noi stessi. Un linguaggio che fa bene alle relazioni è un linguaggio consapevole, empatico e autentico, capace di trasformare anche i momenti di conflitto in occasioni di crescita.

Quali sono le chiavi che ci aiutano a instaurare, proteggere le nostre relazioni? Ecco quelle che io considero le più significative.

L’ASCOLTO è la prima chiave per una relazione sana. È il primo passo per comunicare in modo costruttivo è imparare ad ascoltare davvero. Ascoltare non significa solo attendere il proprio turno per parlare. È il non pensare alle risposte o a controbattere mentre l’altro parla, perchè questo impedisce di ascoltare veramente. È  accogliere ciò che l’altro sta vivendo, senza giudizio né fretta di rispondere. L’ascolto autentico crea uno spazio sicuro, in cui l’altro può sentirsi visto e riconosciuto.
 Un semplice “ti capisco” o un silenzio attento possono essere più potenti di mille consigli. Nelle relazioni significative, l’ascolto è il gesto d’amore più profondo che possiamo offrire.

La seconda chiave è la MANCANZA DI GIUDIZIO.
Molti conflitti nascono sia da ciò che diciamo, sia dal modo in cui lo diciamo. Frasi come “non capisci mai niente” o “sbagli sempre” attivano immediatamente difese e rabbia. Al contrario, usare la prima persona, dire “io” e non “tu” — ad esempio, “mi sento frustrato quando succede questo” e non “tu hai fatto questo!” — sposta il focus dall’accusa alla condivisione del proprio vissuto.
Questo approccio, tipico della comunicazione assertiva, permette di esprimere bisogni ed emozioni senza ferire né sminuire l’altro. Quando comunichiamo con empatia, l’altro non si sente giudicato, ma coinvolto in un dialogo sincero.

La terza chiave è la GENTILEZZA, anche verbale come scelta quotidiana.
Spesso sottovalutiamo il potere delle parole gentili. Dire “grazie”, “apprezzo ciò che hai fatto”, “mi piace il tuo punto di vista” sono gesti semplici, ma capaci di nutrire profondamente la relazione. La gentilezza verbale non è debolezza: è forza consapevole.
In un mondo dove prevalgono fretta e distrazione, scegliere di comunicare con rispetto e calore è un atto rivoluzionario. La gentilezza, infatti, genera reciprocità: ciò che doniamo in parole, ci torna in fiducia e armonia.

La quarta chiave: AUTENTICITÀ e RESPONSABILITÀ EMOTIVA.
Un linguaggio che fa bene alle relazioni è anche autentico. Significa parlare con sincerità, ma senza aggressività; dire “non me la sento”, “ho bisogno di spazio” o “questo per me è importante” invece di tacere o reagire con distacco. L’autenticità nasce dall’ascolto di sé e richiede responsabilità emotiva: esprimere ciò che sentiamo senza scaricare sugli altri il peso delle nostre emozioni.

La quinta chiave: PAROLE CHE CURANO
Usare parole gentili, rispettose e consapevoli non fa bene solo alle relazioni: fa bene a noi stessi. Parlare con calma e rispetto stimola la presenza mentale, riduce lo stress e favorisce un atteggiamento più empatico verso la vita.
Ogni volta che scegliamo una parola costruttiva al posto di una distruttiva, stiamo contribuendo alla nostra crescita personale. Parlare bene è un atto di responsabilità e di amore, un modo per dire all’altro — e a sé stessi — “tu conti per me”.

Perché, in fondo, il linguaggio non è solo un mezzo per comunicare: è un modo per creare realtà.