I Fiori di Bach cosa sono e perché agiscono

Conferenza  –  Ingresso libero

Da parecchi anni c’è un ritorno verso i rimedi naturali in ogni loro forma.
Pioniere della floriterapia è stato Edward Bach, medico inglese, spinto dal desiderio di trovare alternative naturali efficaci affinché i disagi emozionali non si trasformassero in malattia.
Al giorno d’oggi questa tendenza ha portato molti ricercatori a esplorare il campo assai vasto che è la Natura aprendo nuove strade sempre più articolate.

Come orientarsi tra le tante proposte?
Bach suggerisce: “Non lasciare che la semplicità di questo metodo ti impedisca di usarlo perché mano a mano che le tue ricerche avanzeranno, ti renderai conto della semplicità di tutta la creazione.”

Martedì 18 febbraio ore 20,30-22,00
Sabato 22 febbraio ore 15,00-16,30

Vibrazione, l’origine del benessere

“ …Non vi è nulla di accidentale rispetto alla malattia, né al tipo, né alla zona del corpo dove si manifesta: come qualunque risultato dell’energia, segue la legge causa-effetto.”
“Guarisci te stesso” Edward Bach

 

di Ermanna

La  “vibrazione” è  il ritmo dell’energia.

Materia ed energia sono manifestazioni diverse della stessa sostanza primaria di cui tutto è composto. L’energia a bassissima frequenza è stata definita materia fisica, l’energia sottile invece vibra a frequenza alta, superiore a quella della luce e pertanto non è percepibile ai nostri sensi. Entrambe esistono, la differenza è solo nella velocità di vibrazione/frequenza.

Se tutta la materia è energia, il corpo umano è energia.

La materia (corpo-energia) e coscienza (mente-consapevolezza di sé) sono dimensioni diverse dell’entità Uomo.

Non è possibile una visione completa dell’Uomo, del suo benessere, del suo disagio o del suo stato organico, senza tenere conto del suo aspetto somatico, dell’ambito   psichico-emozionale e di quello energetico. È fondamentale sottolineare che tutte queste componenti coesistono e sono sullo stesso piano.

Facendo un passo indietro nel tempo, prima di Einstein e della sua teoria che la materia è energia,  possiamo far risalire la scissione tra mente-corpo a Cartesio con il “Cogito ergo sum, sive existo”, che identificava l’Uomo con il pensiero razionale. Questa concezione ha fatto da fondamento alla successiva visione meccanicistica del paradigma newtoniano, le cui leggi sono applicate ancora in gran parte della Scienza moderna, che ha dato una visione del Tutto più specifica, selettiva e frammentata,  sfociata nella convinzione che  il corpo è una macchina biologica sofisticata regolata dal cervello. Le straordinarie conoscenze conseguite sul funzionamento del corpo umano e di qualsiasi altro evento presente in natura sono da attribuire al lavoro indefesso di scienziati con questo orientamento, ai quali dobbiamo una riconoscenza profonda per i progressi in campo medico e scientifico.

È a grazie (o a causa) di questa visione che, in questi ultimi secoli, abbiamo perso sempre più la percezione profonda del nostro sé fisico ed energetico come parte integrante di noi e il pensiero (mente) ha assunto una importanza predominante. La mente, più tecnicamente definita psiche, con quel suo universo di emozioni, pensieri e conoscenze ci fa sentire unici rispetto al resto del pianeta.

Il biologo cellulare Bruce Lipton sostiene, come conseguenza del fatto che materia ed energia sono strettamente collegate, che anche mente (energia sottile) e corpo (materia-energia a bassa frequenza) sono strettamente collegati tra loro. I pensieri, o l’energia della mente, influenzano direttamente il modo in cui il cervello fisico controlla i processi fisiologici del corpo.

Quindi cosa influenza il nostro benessere? Sicuramente le energie che si condensano come vibrazioni nel corpo, nella mente e nelle emozioni.

Quando osserviamo con attenzione, possiamo accorgerci se davanti a noi abbiamo una persona che è “tutta testa” (cioè che vive completamente sotto la spinta della razionalità), qualcuno che è drammaticamente nelle emozioni e nelle relazioni affettive oppure nell’ambito fisico (radicato nelle necessità primarie e materiali). A volte, vi è una commistione di due di queste parti a scapito della terza.

Chi tra noi ha davvero in equilibrio queste componenti?
Queste qualità dovrebbero essere aspetti in armonia tra loro. Tuttavia le dissonanze vibratorie hanno alla loro radice conflitti costantemente operanti al nostro interno, che a lungo andare si ripercuotono sul corpo. Non c’è differenza di qualità; è sempre un contrasto tra gli ambiti interiori di noi che agisce e che può manifestarsi in modo più o meno accentuato a seconda dell’intensità e profondità della lotta interiore che ciascuno vive.
Quando è presente un conflitto,  il nostro corpo invia risposte fisiche che ci allarmano, dalla semplice tensione allo stress, dal mal di testa alla tachicardia e altro ancora. Le nostre vibrazioni energetiche sono alterate: noi stiamo male.

Tutto questo dove ci porta?
Se riconosciamo che il nostro corpo è energia e la manifestazione dell’energia è la capacità vibratoria, quando una nostra vibrazione viene alterata da stress, preoccupazioni, dolore, percepiamo disagio e malessere;  potrebbero in seguito sopravvenire malattie “psicosomatiche”. A volte invece accadono cambiamenti vibratori positivi: per esempio, quando ci innamoriamo, quando ci incantiamo davanti a un neonato o allo spettacolo della natura, ecc.;  allora entriamo in uno stato di beatitudine dove nulla ci scalfisce, anche solo per qualche minuto. Siamo in una potenza vibratoria allineata con ciò che è fuori di noi.

In conclusione: ognuno di noi entra in relazione con tutto il pianeta e tutto ciò che lo compone (persone, animali, piante e minerali) in quanto manifestazioni vibratorie diverse, ma costituite della stessa energia.

Quando la nostra energia è in sintonia con ciò che ci sta intorno, ma soprattutto è in sintonia con la parte che vive nella profondità del nostro essere, allora ci sentiamo in equilibrio, in pace e le nostre relazioni sono serene.

Essere giovani

ESSERE GIOVANI

La giovinezza non è un periodo della vita
essa è uno stato dello spirito,
un effetto della volontà,
una qualità dell’immaginazione,
un’intensità emotiva,
una vittoria del coraggio sulla timidezza,
del gusto dell’avventura sull’amore del conforto.
Non si diventa vecchi per aver vissuto
un certo numero di anni,
si diventa vecchi perché si è abbandonato
il nostro ideale.
Gli anni aggrinziscono la pelle,
la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima.
Le preoccupazioni, le incertezze, i timori ed i dispiaceri
sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra
e diventare polvere prima della morte.
Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,
che domanda come un ragazzino insaziabile: e dopo?
che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.
Voi siete così giovani come la vostra fede,
così vecchi come la vostra incertezza,
così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,
così giovani come la vostra speranza,
così vecchi come il vostro scoramento.
Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi,
ricettivi a ciò che è bello, buono e grande,
ricettivi ai messaggi della natura,
dell’uomo, dell’infinito.
Se un giorno il vostro cuore dovesse essere
morso dal pessimismo e corroso dal cinismo,
possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi.

– Generale Douglas MacArthur ai cadetti del West Point nel 1945

I cinque movimenti del Lutto

Conferenza  –  Ingresso libero

Come si può dare un senso al dolore per una perdita?

Ogni perdita genera un lutto. Non esiste una perdita maggiore di un’altra per chi la vive. Quando ci troviamo di fronte a un accadimento sconvolgente, entriamo in un turbine di intensi stati d’animo che spesso sembrano opposti tra loro.

Il lutto è un movimento naturale nella vita e colpisce tutti in modo differente, ma così come la nostra vita è unica, anche il nostro lutto lo è; il modo di viverlo è molto personale, così come il tempo necessario per elaborarlo.

Molti si sono occupati del lutto, dalla religione alla psicologia e si trovano ovunque suggerimenti e schematizzazioni.

In questo incontro osserveremo il lutto come possibilità di trovare un nuovo equilibrio e guardare il mondo con occhi più sereni.

Martedì 14 gennaio 2020 ore 20,30-22,00   –   Sabato 18 gennaio 2020 ore 15,00-16,30

Il sapere del cuore

Estratto dal  “Libro Rosso – Liber Primus” di  Carl Gustav Jung

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“Si vorrebbe imparare questo linguaggio, ma chi è in grado di apprenderlo e di insegnarlo? L’erudizione da sola non è sufficiente; esiste un sapere del cuore. capace di offrire spiegazioni più profonde. Il sapere del cuore non si trova nei libri, né in bocca ai maestri, ma cresce da te, come il verde frumento dalla terra nera. L’erudizione fa parte dello spirito di questo tempo, ma questo spirito non comprende per nulla il sogno, perché l’anima si trova ovunque non si trovi il sapere erudito. Ma come posso ottenere il sapere del cuore? Puoi raggiungerlo soltanto vivendo pienamente la tua vita. Tu vivi appieno la tua vita, se vivi anche quello che non hai ancora vissuto, ma che soltanto ad altri hai lasciato da vivere o da pensare. Dirai: «Non posso vivere o pensare tutto ciò che gli altri vivono o pensano.». Devi dire invece: “Dovrei vivere la vita che potrei ancora vivere e dovrei pensare tutti i pensieri che ancora potrei pensare”. Il sapere del cuore è come il tuo cuore. Da un cuore malevolo conoscerai la malevolenza. Da un cuore buono conoscerai la bontà. Lo spirito del profondo esige: «Dovresti vivere quella vita che ancora potresti vivere. É il bene a decidere, non il tuo personale benessere, né quello degli altri, bensì il bene generale». Se siete fanciulli, il vostro Dio sarà una donna. Se siete donne, il vostro Dio sarà un fanciullo. Se siete uomini, il vostro Dio sarà una fanciulla. Il Dio è lì dove voi non siete”.